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Venga a prendere un caffè da noi …. è Gratis !

Il 7 e l’8 maggio a Castel Nuovo di Napoli si terrà l’evento dedicato al caffè dal titolo: Nu bbèllu ccafè Le giornate cittadine del caffè napoletano Si può dare un valore all’Amicizia, all’Amore alle Emozioni …..? certo che no, sono sentimenti puri che non possono essere pagati ! Allora perché si dovrebbe pagare il caffè che per noi napoletani veraci è un misto di tradizione e ricordi che vengono mescolati nella “tazzulella”?  Un antico bar di via Giulio Cesare a Fuorigrotta, il bar De Bono,  ha esposto un cartello con questa scritta “Offerta del giorno: caffè, bicchiere d’acqua, zucchero, tovaglioli, cucchiaino e piattino, chiacchierata con supporto psichiatrico e appoggio morale, coccole al nostro Duca (cagnolino), bagno, info sul tempo, info sulle fermate dell’autobus:  A solo Euro 1,10: Non vendiamo caffè, vendiamo emozioni !”. Proprio per celebrare in nostro amico che ci sostiene in tutti i momenti della giornata, martedì 7 e mercoledì 8 maggio, nel  Castel Nuovo di Napoli si terrà l’evento dedicato al caffè dal titolo: Nu bbèllu ccafè. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Napoli ed è promossa e sostenuta dall’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive. La Giunta Comunale ha approvato una delibera per l’istituzione della giornata cittadina dedicata alla cultura del Caffè napoletano, delle sue usanze e delle sue storie, anche al fine di tutelare l’identità culturale della Città di Napoli e di valorizzare le sue tradizioni.  Negli anni è diventato un’attrattiva anche per i turisti che stanno arrivando sempre più numerosi, i quali  accanto al gusto intendono conoscere la storia e le origini del caffè. La caffettiera napoletana, conosciuta  anche come Cuccumella,  è stata inventata da un francese, nel 1771 Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando di Borbone, introdusse a Napoli il caffè. Si racconta che in occasione di un ballo tenuto nella Reggia di Caserta fece servire agli invitati la bevanda scura. Martedì 7 e mercoledì 8 maggio si prevede una grande affluenza di pubblico che potrà accedere gratuitamente negli ampi spazi del Maschio Angioino che  vedrà la partecipazione di esperti del caffè, importanti torrefattori italiani, titolari di prestigiose caffetterie cittadine, maestri dell’espresso, personalità del mondo intellettuale e si candida ad essere uno straordinario attrattore di interesse turistico. Per tutta la durata dell’evento Nu bbellu ccafè  sarà offerto gratuitamente il caffè a tutti i visitatori che potranno assaggiare il caffè in molteplici versioni, nonché prepararlo di persona con la macchina a leva, guidati da baristi professionisti, e partecipare a piccoli corsi sui segreti del vero caffè napoletano. Un palco, posto nel cortile principale del castello, sarà caratterizzato da momenti di salotto culturale, interviste, iniziative sociali, presentazioni di libri, momenti d’arte e spettacolo e di confronto con gli spettatori. L’evento intende rafforzare anche la candidatura del “Rito del caffè napoletano e italiano” come Patrimonio Immateriale dell’Umanità  dell’UNESCO. Non esiste il caffè più buono poiché dipende dai gusti individuali, il convegno si pone fra gli altri scopi quello di aiutare a scegliere la propria miscela o il monorigine ideale tra le migliaia di referenze presenti sul mercato.  Il  “Manifesto del Caffè”, presentato tempo addietro, contiene principi etici e morali a cui il mondo del caffè socialmente responsabile dovrebbe tendere.  Il caffè non è una bevanda, ma una vera e propria cultura, un rito tutto napoletano che ha tradizioni di vita, ricordiamo il caffe sospeso, evoca il senso dell’ospitalità, solidarietà e convivialità; si ordina un caffè ma se ne pagano due, il barista offrirà il caffè già pagato ad un successivo cliente, non è un atto di carità, ma piuttosto come l’intenzione di condividere un piacere. Il valore identitario della cultura del caffè è per i napoletani la massima espressione della napoletanità. Harry di Prisco Eduardo de Filippo – scena del caffè

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Pizzaioli si nasce o si diventa ?

La figura del Pizzaiolo sarà al centro del convegno “Formare per crescere” che si terrà lunedì 22 prossimo presso il Parco Archeologico di Pompei con l’obiettivo di sostenere l’importanza di un riconoscimento ufficiale della figura del pizzaiolo all’interno dei programmi didattici degli Istituti Alberghieri Se si ha la fortuna di nascere in una famiglia che pratica l’arte bianca da generazioni e – ovviamente – si è portati, pizzaioli si diventa essendoci nato. Se poi un giovane è attratto dal mondo che ruota intorno alla tonda pizza, avrà da superare non poche difficoltà per imparare il mestiere a seguito di una lunga gavetta dove solo pochi emergono. Sembra facile fare una buona pizza ma non tutti sanno che occorre un bagaglio di conoscenze per studiare gli impasti, le lievitazioni gli ingredienti adatti per i topping e così di seguito. Proprio per dare una risposta a queste esigenze lunedì 22 aprile presso il Parco Archeologico di Pompei si terrà un convegno sull’importanza di un riconoscimento ufficiale della figura del pizzaiolo all’interno di programmi didattici degli Istituti Alberghieri, in tale occasione  verrà presentato il “Manuale di Formazione del Pizzaiolo”, curato da Vincenzo Iannucci, ambassador pizzaiolo di punta di Molini Pivetti, azienda della provincia di Ferrara leader a livello nazionale nel campo delle farine professionali, che insieme a Iannucci Academy – Pizzaioli in Luce ha promosso il convegno dal titolo “Formare per crescere”. Nel corso dell’evento verranno illustrati i dettagli del protocollo d’intesa siglato tra le città di Ferrara e quella di Pompei per la valorizzazione della figura del “Pizzaiuolo Napoletano” sottoscritto a Pompei lo scorso 27 febbraio, un’operazione che ha innanzitutto lo scopo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni politiche a livello locale e nazionale, media e associazioni di categoria, sulla necessità di inserire tra le attività didattiche e culturali degli Istituti Alberghieri d’Italia percorsi di studio scolastici dedicati alla figura del pizzaiolo, in un’ottica di sviluppo occupazionale per le giovani generazioni. La figura del pizzaiolo necessita di essere valorizzata ed inserita nel quadro della formazione scolastica alberghiera, rendendola un indirizzo di studi specifico corrispondente ad una precisa scelta di vita e di evoluzione professionale. Hanno assicurato la loro partecipazione all’evento: il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio; quello di Ferrara, Alan Fabbri; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; l’A.D. di Molini Pivetti Gianluca Pivetti,  Vincenzo Iannucci, ambassador pizzaiolo di punta di Molini Pivetti; Massimo Urbinati, dirigente scolastico dell’Istituto “Vergani – Navarra” di Ferrara, nonché delegato regionale per l’Emilia-Romagna nel direttivo della Rete Nazionale Istituti Alberghieri e Carmine Coppola, direttore del reparto di Medicina Interna, Epatologia ed Ecografia Interventistica dell’Ospedale di Gragnano. «Come azienda Molini Pivetti – spiega l’A.D. Gianluca Pivetti – io e la mia famiglia siamo fieri di essere promotori di questo convegno e possiamo confermare il nostro impegno nel sostenere e valorizzare questo ultimo anello della nostra filiera, come abbiamo già fatto per il nostro primo anello, l’agricoltore. Ci tengo a sottolineare che per noi la Pizza esprimerà il suo completo valore solo quando sarà riconosciuto il giusto valore anche all’artigiano Pizzaiolo, portando questa arte fra i banchi di scuola». Aggiunge il sindaco Carmine Lo Sapio: «Pompei è Patrimonio dell’Umanità e l’umanità deve beneficiare dell’indotto turistico. Questo è il mio ‘credo’ che mi porta ad aprire i confini verso i comuni limitrofi, e non solo. Il protocollo siglato con il collega di Ferrara, firmato non a caso, nella città che, secondo la storia, è la patria della pizza, va a costruire un processo che si apre al territorio e che coinvolge i giovani dei nostri territori». Dunque il messaggio che parte da Pompei, patrimonio Unesco, è in linea con le motivazioni che hanno spinto l’Unesco ad inserire l’Arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità, trasmesso di generazione in generazione e continuamente ricreato. Anche il sindaco Manfredi ritiene che: «La figura del pizzaiolo nella tradizione gastronomica napoletana ha un ruolo di grande rilevanza per manualità, creatività e senso di comunità». Occorre quindi che l’accesso alla professione, tramite percorsi formativi di settore «sia  un’ottima opportunità per i più giovani e un modo per sostenere un comparto centrale per i nostri territori» conclude il sindaco di Napoli. Tra gli obiettivi che il Comune di Pompei, il Comune di Ferrara e Molini Pivetti si sono prefissi figurano: l’attivazione di specifiche collaborazioni con gli istituti alberghieri delle due città; la promozione di percorsi scolastici e formativi sui temi dell’Identità tra Passato e Futuro; nonché l’organizzazione di iniziative di comunicazione e sensibilizzazione sul valore culturale e professionale della figura del Pizzaiuolo napoletano, anche in un’ottica di sviluppo occupazionale per le giovani generazioni. La valorizzazione del Pizzaiolo, uno dei simboli del Made in Italy nel mondo, è particolarmente sentita in quanto nell’elenco delle categorie previste dal DDL S. 1010 (definito Legge Massari) approvato dal Senato nella giornata di mercoledì 10 aprile, concernente l’istituzione del premio “Maestro dell’arte della Cucina Italiana”, manca  proprio quello di “Maestro dell’arte della pizza”. Harry di Prisco

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Presentato il libro di Antonella Amodio Calici&Spicchi cento ed un modo per abbinare bene i vini alle pizze

Calici&Spicchi racconta una storia d’amore fra il vino e la pizza Questa è una storia di separati in casa: il Vino era stato relegato in una buia e polverosa cantina con la scusa che così “diventava più buono !” mentre la padrona di casa, la Pizza dal cuore rosso fuoco del pomodoro, faceva faville nella sala con i suoi colori sgargianti e cambiando di continuo abito. Capirete che in una tale situazione il tradimento con la bionda e affascinante Birra dall’animo freddo e dal gusto nordico era inevitabile! cosa doveva fare la Pizza, si mise  in coppia e il resto è storia dei nostri giorni. I giovani, orrore solo a dirsi, preferirono poi far accoppiare la Pizza alla Coca Cola per una moda che ci giunge dagli States. Fortunatamente per noi è arrivata la giornalista e scrittrice Antonella Amodio che, a seguito di una lunga e dettagliata ricerca, ha messo le cose a posto. Antonella ha trovato gli abbinamenti giusti per i due coniugi, per troppo tempo separati. «Dal mio libro si può sperimentare l’abbinamento vino-pizza conoscendo le regole fondamentali del matrimonio e diffondere la cultura degli abbinamenti – commenta Antonella – il vino storicamente è sempre stato associato alla pizza fin dall’antichità. A Pompei recentemente è stato ritrovato un affresco che raffigura un vassoio con una coppa di vino e una focaccia, l’antesignana della nostra pizza. Già nel 1975 fu fatto un esperimento di abbinamento con la pizza attraverso un vino della cantina Perrazzo di Ischia raffigurante sull’etichetta la maschera Pulcinella». Antonella Amodio  è nata e vive a Caserta, giornalista, sommelier e appassionata di cucina con un’esperienza trentennale nel settore enogastronomico. Per lungo tempo si è trasferita a Montalcino per collaborare come manager con Franco Biondi Santi. Ha curato varie guide specializzate di vino e food e cura una rubrica per Wine&Food Blog di Luciano Pignataro. Come abbiamo visto l’amante della Pizza è la Birra, per sfatare questo falso mito nei giorni scorsi è stato presentato il libro di Antonella  Amodio Calici&Spicchi  edito da Malvarosa presso il ristorante napoletano Fonderì Pizza Glamour di Via Caravaggio. L’evento è stato organizzato da La Buona Tavola Magazine, un giornale che sa e parla di buono diretto da Renato Rocco il quale, nel presentare il volume, ha evidenziato come la nostra produzione campana di vini sia stata sacrificata a vantaggio dei vini italici del nord. « Antonella Amodio ha lavorato nel settore dei vini per molti anni, chi meglio di lei poteva scrivere questo libro che coglie degli aspetti inediti citando 101 pizzaioli, la vera carica dei centouno» ha evidenziato il giornalista Rocco.  Antonella ha poi dichiarato che non è stato facile mettere insieme tante ricette, fra i vari modi di proporre gli  abbinamenti suggerisce quello cromatico, come usava fare la mamma: con una pizza rossa andrà servito un vino rosso, un metodo veloce ed efficace. Il libro è dedicato ai vini campani per smentire che il vino della nostra regione non è all’altezza di quelli delle altre regioni del nord Italia, occorre pertanto valorizzare la nostra produzione vinicola. Per Antonella l’abbinamento più difficile è stato individuare il vino adatto alla pizza con i carciofi, mentre l’abbinamento della pizza con la Nutella con i vini dolci è stato quello più divertente. Conclude Antonella «Sono cresciuta in un mondo contadino dove i miei nonni avevano a tavola sempre un bicchiere colmo di vino». Alla pizza la “La Mia Marinara” di Carmine Pellone è stato abbinato la Falanghina del Sannio Taburno della cantina La Fortezza dal profumo di cedro, albicocca e frutti della passione, che trova corrispondenza al gusto, nelle note saline e di retrogusto di agrumi. Equilibrata, ampia nell’espressione del vitigno e con un ottimo corpo. Aggiunge Valeria Avara, la sommelier dell’AIS Napoli di Fonderì Gourmet: «Questo vino si abbina perfettamente alla pizza di Pellone “La Mia Marinara”  poiché accompagna l’acidità del pomodorino giallo e la dolcezza di quello rosso creando un perfetto equilibrio, esaltando la sapidità e allungando la persistenza». La Scuola Medica Salernitana  citava “Vina bibant homines, animantia cetera fontes” in risposta alla domanda “se il vino faccia bene o male”, troppo scontata in una località come il Taburno, terra del vino il quale ha sempre accompagnato la storia umana dagli albori della coltivazione, l’uomo si è sempre posto tale domanda,  il vino, se preso con moderazione  non nuoce di certo apportando benefici  sul nostro organismo, in particolar modo al cuore e al cervello. Il libro “Calici&Spicchi” di Antonella Amodio, con la prefazione di Luciano Pignataro, verrà presentato in varie location campane, nonché al Vinitaly di Verona presso il Padiglione Campania, durante gli incontri sarà possibile ritirare una copia del volume e partecipare a degustazioni di vino e pizza, un’occasione imperdibile per sperimentare l’abbinamento. Il locale Fonderì Gourmet, aperto nel 2021, non è la solita pizzeria, ci tiene a sottolineare Maria  Rosaria Cocozza, responsabile di sala: « Già dal primo impatto si può vedere che le luci e i colori degli arredi  tendono ad un abbinamento alle portate con topping altrettanto colorati  come anche gli impasti delle farine. La tipologia del locale è quella di proporre alla nostra clientela accostamenti di sapori che possono rivelarsi “esperienze” e sorprendere quelle che sono le aspettative dando la possibilità di provare varie consistenze di impasti di pizze. Il menù è stato elaborato su questa linea – continua la Cocozza –  avendo avuto anche la collaborazione di chef esterni stellati con i quali abbiamo anche realizzato delle serate a quattro mani. Prossimamente apriremo a Mergellina un nuovo locale che si chiamerà Fonderì Experience per soddisfare i clienti che chiedono di provare più sapori con impasti diversi». E’ seguito poi un percorso degustativo di pizze con diverse tipologie di impasto, ognuna abbinata ad una diversa tipologia di vino. Questo il menù degustazione della serata. Starter con una frittatina di pasta impanata alla gricia, con crema di pecorino e guanciale, un entrée sormontato da una tartare di gamberi. L’Antipasto è stato accompagnato da un Soave classico di Pieropan del 2023, 85% di Garganica e 15% di Trebbiano

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Franco e i suoi pastori artistici di cioccolato

Nella ricorrenza dell’Immacolata il Gran Bar Franco di Napoli ha donato pastori artistici di cioccolato L’Avvento è il periodo dell’anno in cui predominano i dolci natalizi, dai panettoni ai pandoro, dagli struffoli ai roccocò e così di seguito. Pastori artistici di cioccolato non si ricordano nei tempi recenti. La curiosa e simpatica iniziativa del Gran Bar Franco  in viale Augusto a Fuorigrotta, e del suo giovane titolare Giuseppe Marzio, farà certamente discutere in famiglia, magari mentre si tirano i numeri della tombola. Nella smorfia napoletana il cioccolato è rappresentato dal n 10, agiatezza e benessere; il pastore fa 12, e indica gioia in famiglia; in ultimo il bar fa 41, e indica voglia di scappare dallo stress della vita quotidiana, questo un terno sicuro da giocare e poi …con un poco di fortuna….Nella giornata dell’Immacolata appena trascorsa, sono stati donati delle copie di pastori di cioccolato, fino ad esaurimento delle scorte, ai clienti che sono entrati in negozio, dalla mattina fino al tardo pomeriggio. I pastori di cioccolato verranno esposti tra i pastori veri nel presepe classico napoletano di San Gregorio Armeno, realizzato dal maestro Marco D’Auria, per tutto il periodo delle feste, fino all’Epifania. Questo è stato il debutto ufficiale delle Feste di Natale 2023. L’iniziativa di Giuseppe Marzio, celebra  la tradizione del presepe nel segno della golosità con i pastori di cioccolato tra quelli veri del maestro D’Auria. Le famiglie napoletane sono solite nel giorno dell’Immacolata addobbare la casa a festa per Natale, con albero, luci e presepe. L’innovazione, invece, fa spuntare quest’anno dei ghiotti pastori di cioccolato all’interno di un presepe classico napoletano, realizzato da un maestro di San Gregorio Armeno. L’idea di Giuseppe è semplice ma allo stesso tempo ricca d’amore per la tradizione delle feste: aggiungere dei pastori interamente fatti di cioccolato in un presepe anch’esso completamente lavorato artigianalmente, come si usa a Napoli. «Il presepe è un’istituzione, ed una cultura sacra, intoccabile» spiega Giuseppe. Cinque i soggetti, tra cui ovviamente Gesù Bambino e due dei tre Re Magi, oltre all’asinello, faranno capolino tra le grotte, i balconcini e le botteghe in miniatura messi a punto con dedizione e dovizia certosina di particolari dal maestro D’Auria. Nei giorni dell’allestimento, che ha preceduto l’inaugurazione, l’opera ha già attirato l’attenzione di molti clienti curiosi. Cioccolato al latte finissimo, preparato dal laboratorio del Bar Franco, che risale al 1945,  unito alla passione per il presepe, vanto e orgoglio artistico di Napoli nel mondo, che alcuni anni addietro è stato ad un passo dal riconoscimento UNESCO. L’iniziativa simbolica dell’8 dicembre vuole dare al quartiere Fuorigrotta quel tocco di magica dolcezza che durante le feste di Natale non guasta mai. Harry di Prisco

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La quinta tappa di Baccalà Village a Pignataro Maggiore

Lo chef “scellato” Antonio Peluso attende gli estimatori del baccalà in Piazza Umberto I Fino a domenica 10 sarà possibile visitare il Baccalà Village, dalle 19 alle 24, per gustare i deliziosi manicaretti a base del prelibato pesce. Una tre giorni enogastronomica nell’Alto Casertano dal sapore tipicamente natalizio per la kermesse organizzata dallo chef “scellato” (come ama autodefinirsi da tempo) Antonio Peluso, ideatore della Locanda del Baccalà di Marcianise (CE). Complice l’atmosfera con le luci e l’albero di Natale nella centralissima Piazza Umberto I, questo evento all’insegna del baccalà si propone un obiettivo preciso, come spiega Peluso: «Il baccalà è da sempre l’alimento principe delle feste natalizie, soprattutto al Sud e in versione fritta, e non può certo mancare il fritto nel nostro menu, la vera grande sfida è anticipare i tempi col debutto ufficiale delle feste natalizie nel ponte dell’Immacolata, portando il baccalà in piazza in versione street food, fuori dalla cucina di casa per una volta e dai fornelli del Natale». La manifestazione, in questo ultimo appuntamento dell’anno dedicata al pesce povero “diventato chic” è patrocinata dalla Provincia di Caserta e dal Comune di Pignataro Maggiore ed è realizzata in partnership con la pro-loco PINETARIVM della cittadina casertana. Questa quinta edizione presenta due novità: la bruschetta alla genovese di baccalà e l’inedito assoluto della pasta e fagioli con baccalà; verranno riproposti i piatti già graditi nelle precedenti tappe come: i paccheri al pomodorino, olive, capperi e baccalà; il baccalà fritto e le crocchette di baccalà insieme alla genovese di mare. Confermata anche la zuppa di baccalà e patate al cartoccio, e, ovviamente spazio ai dolci di Natale con la pastiera napoletana per dessert, oltre alla classica sfogliatella e al cioccolatino al baccalà inventato da Peluso. Per i più giovani non mancheranno le crepes come alternativa dolce alla pasticceria più tradizionale. Si potrà optare fra tre menù, il primo menù con sfizio: primo piatto, bibita, dolce e caffè; la seconda proposta con sfizio, secondo piatto, bibita, dessert e caffè; la terza opzione è il menù completo con sfizio, primo piatto, secondo, bibita, dolce e caffè. Gli auguri si faranno sotto il grande albero natalizio di Pignataro Maggiore; Sabato 9 dicembre sul palco del Baccalà Village si esibirà il comico Mino Abbacuccio, proveniente direttamente da Made in Sud, mentre domenica 10, ultimo giorno del Baccalà Village e “finale di stagione”, la  cover band dei Queen intratterrà i visitatori dando loro appuntamento al 2024 per una nuova edizione del Baccalà Village a cui Antonio Peluso sta già lavorando. Harry di Prisco

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Concluso a Venezia il 55° Grand Chapitre d’Italie della Chaîne des Rôtisseurs

L’Association Mondiale de la Gastronomie ha accolto il giornalista enogastronomico Harry di Prisco, V.Chargé de Presse; la Sommelier Chiara Petitti e lo Chef giapponese Misao Ozone,  Chef Rôtisseur Grande successo della Delegazione di Frosinone al  Congresso Internazionale Il Bailliage di Frosinone per la Chaîne des Rôtisseurs, capitanato dalla Bailli Maria Grazia Pisterzi, ha partecipato al 55° Chapitre tenutosi in uno scenario unico, la bellissima città di Venezia. Insieme alla Pisterzi sono intervenuti da Frosinone al Congresso Internazionale: Bruno Polidori, Vice Argentier Honoraire; Mario Amedeo Folliero, Chef Rôtisseur. I veri protagonisti sono stati i nuovi soci del Bailliage: il giornalista enogastronomico Harry di Prisco, Vice Chargé de Presse; la Sommelier Chiara Petitti, lo Chef giapponese Misao Ozone, Maitre Rotisseur. I nuovi adepti hanno ricevuto in questa occasione le insigne durante la solenne cerimonia delle  Intronizzazioni  nel corso del Grand Chapitre di Venezia, presso la Scuola Grande della Misericordia, con il giuramento, la proclamazione e l’imposizione della spada sulla spalla pronunciando la formula di rito. Dopo la manifestazione è seguita una cena di gala alla quale hanno partecipato circa 500 tra soci e amici della Chaîne, tenutasi al secondo piano dello storico edificio cinquecentesco della Scuola Grande della Misericordia che presenta ancora affreschi di  Alvise da Friso, tra le finestre i Dodici Profeti Maggiori, uno spazio dove storia e cultura dialogano con il territorio. La Chaîne des Rôtisseurs, è un Accademia Internazionale di Gastronomia, presente in tutto il mondo con i suoi 25.000 associati, rappresenta oggi un punto di riferimento per la ristorazione di eccellenza ed è universalmente riconosciuta quale sinonimo di prestigio per i suoi membri che ne rispettano i suoi principi fondamentali: l’amore per la gastronomia e il valore dell’amicizia; la mission è la condivisione di valori gastronomici e la cultura della tavola. Nata nel 1950 a Parigi la Chaîne des Rôtisseurs conta migliaia di gruppi nel mondo. Solo in Italia superano i novecento associati, lo scopo è la promozione di valori e cultura della gastronomia con alla base la sincera amicizia e il piacere della tavola. Unico obiettivo: raggiungere la vera gioia della convivialità. L’Accademia è presente in Ciociaria da circa quindici anni grazie a Maria Grazia Pisterzi, docente di cucina, pizzeria e panificazione la quale era proprietaria del Ristorante di famiglia “La Campanella”, nel quale ha lavorato per 40 anni con  mamma Rosina, ed è sicuramente fra le Ladies Chefs in attività la più conosciuta d’Italia e non solo, rappresentando egregiamente il Made In Italy. I suoi successi culinari e i suoi eccezionali lavori artistici con la pasta di pane, eseguiti con una tecnica esclusiva,  la annoverano fra gli artisti più bravi di questo settore così particolare. Dopo qualche anno è stata scelta per rappresentare la Terra Ciociara, dando vita alla delegazione di Frosinone de la Chaîne. Gli altri soci del Bailliage di Frosinone sono: Daniele Frioni Chef Rôtisseur; Rita Veglianti Chef Rôtisseur; Liberato Altobelli Vice Argentier; Antonio Carlini Chef Rôtisseur; Tania Calicchia Sommelier. Tanti gli eventi promossi per gli associati, su invito ma non esclusivi, come convivi, conferenze, congressi, concorsi, capitoli, esposizioni, dimostrazioni culinarie e gastronomiche. Presto sarà disponibile un’applicazione sul cellulare accedendo alla quale potranno essere consultati tutti gli eventi e relativi appuntamenti programmati dai vari Bailliages sparsi nel mondo, che si affiancherà alla rivista annuale di ca. 100 pagine di notizie e informazioni dei grandi eventi internazionali. Gli associati si distinguono in: “Professionnels”, le persone direttamente impegnate nel settore dell’enogastronomia; in particolare, gli chef, i proprietari, i gestori, i direttori o i dipendenti di un ristorante  e  “Amateurs”, le persone  che non sono professionisti del settore della gastronomia e della ristorazione. La Chaîne des Rôtisseurs vede la luce idealmente nel 1248, quando Etienne Boileau, prevosto di Parigi, scrive su commissione del re Luigi IX, il “Libro dei Mestieri”. È un testo rivoluzionario con il quale il monarca, poi salito alla gloria degli altari come San Luigi dei Francesi, liberalizza tutte le professioni. Da quel momento ogni mestiere, abbinato ad una confraternita, si poteva esercitare liberamente. Tra questi, anche gli Oyeurs, gli arrostitori di oche (rôtisseurs). La storia della Chaîne parte dunque da lì.  Dopo varie vicende storiche, durante la Rivoluzione francese col governo di Napoleone Bonaparte furono cancellati  tutti gli ordini religiosi e le confraternite, finché nel 1950 viene rifondata a Parigi la confraternita da un gruppo di gastronomi e giornalisti. Da allora l’Associazione è cresciuta di molto, tanto che oggi  è presente con i “cavalieri della gastronomia” in tutti i continenti. A reggere oggi il Bailliage Nazionale è  Enrico Spalazzi, mentre Roberto Zanghi, Consigliere Magistrale, è stato incaricato dalla Chaîne mondiale di presiedere il Capitolo di Venezia, con la cerimonia clou alla Scuola Grande della Misericordia. All’evento sono intervenuti, oltre a numerosi  associati storici, provenienti non soltanto da tutt’Italia, ma anche da ogni altra parte del mondo. Il “Bailliage d’Italie” è parte ed emanazione dell’associazione internazionale “Chaîne des Rôtisseurs – Association Mondiale de la Gastronomie”, con sede in Parigi, e – in base allo Statuto –  ha lo scopo di promuovere, in tutte le Regioni d’Italia, i valori gastronomici e la cultura della tavola nel senso più ampio, in tutte le materie relative a cibi o bevande nonché diffondere e incoraggiare lo sviluppo delle arti  culinarie. http://chaine-des-rotisseurs.it/it/la-chaine Harry di Prisco

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La seconda edizione del Premio “A.M.I.R.A. Progress”

La lampada dei Maîtres indica  la strada alle nuove generazioni per favorire una migliore accoglienza ed ospitalità offerta al turista Il premio genera un sentimento di benessere, di riconoscenza, di soddisfazione e quando ti senti bene una volta, desideri raggiungere l’obiettivo successivo per ottenere di nuovo quel sentimento di soddisfazione. Come spiega puntualmente Piccarda Donati a Dante, nel terzo canto del Paradiso: «Perfetta vita e alto merto inciela / donna più sù», una vita perfetta e un grande merito fanno salire  più alto nel cielo, a significare, in un sistema gerarchicamente ordinato, in una posizione superiore, laddove è stabilito da Dio, giudice supremo. I motivi per cui si conferisce un premio sono molteplici ma possono essere riassunti: per onorare una brillante carriera oppure per invogliare i più giovani ad emulare coloro che sono stati insigniti. Proprio per questi motivi l’associazione AMIRA sezione Napoli-Campania con il suo Fiduciario Dario Duro e l’intero direttivo, d’intesa con il Presidente nazionale Valerio Beltrami, ha istituito il Premio  “AMIRA Progress”. Questo premio è stato voluto dall’Associazione Maître Italiani Ristoranti & Alberghi, per promuovere ed incentivare i giovani a una migliore formazione, riqualificazione e aggiornamento, per la professionalità che vorranno acquisire ed esprimere al fine di essere meritori personalmente di una sempre più attenta e valida accoglienza ed ospitalità offerta al turista, tanto da rendere la nostra Italia sempre più apprezzata nel mondo. Dopo la prima edizione, che è stata un gran successo, la seconda edizione per la consegna dei premi “A.M.I.R.A. Progress” 2023 si terrà martedì 7 novembre presso l’Hotel Paradiso – sala Paradisoblanco di Napoli, con inizio alle ore 15,30 con un cocktail di benvenuto sulle terrazze del Paradisoblanco. Dalle ore 16,00 nella sala convegni dell’Hotel ci sarà la consegna dei premi con un breve intervento dei personaggi premiati, seguirà poi un buffet allestito sulla terrazza panoramica per la degustazione dell’enogastronomia campana d’eccellenza con prodotti offerti da prestigiose aziende. “Valorizzazione delle Eccellenze territoriali e dell’Ospitalità” è  il tema scelto  dall’Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi, che ha ideato il premio che vuole onorare persone che si sono impegnate per le nuove generazioni e possono essere d’esempio dei successi che con l’impegno si possono conquistare nella vita. Il Premio “A.M.I.R.A. Progress”, va ad aggiungersi ai premi che l’AMIRA nazionale organizza annualmente con i concorsi “Il Maître dell’anno” e “Le donne nell’Arte del Flambè”, mettendo in competizione i propri iscritti e stimolandoli nella conquista di successi nella loro carriera professionale. Il premio verrà consegnato personalmente al premiato, indicato da una prestigiosa Giuria composta da: Valerio Beltrami, Presidente nazionale dell’A.M.I.R.A.; Giuseppe De Girolamo, giornalista socio onorario A.M.I.R.A.; Dario Duro, Fiduciario A.M.I.R.A. Napoli-Campania; Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Campania-Calabria; Marino Niola, full professor of cultural anthropology, condirettore medeatresearch-centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea e docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sabrina Reale, pianista docente di pianoforte e Membro del Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona; Nicola Squitieri,  presidente dell’Associazione Internazionale “Guido Dorso”. Hanno sponsorizzato il  Premio “A.M.I.R.A. Progess” : Regione Campania, Comune di Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II, Associazione Internazionale Guido Dorso, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Campania-Calabria, Camera di Commercio di Napoli, FIPE Confcommercio Campania e Ordine dei Giornalisti della Campania. Parteciperanno alla manifestazione numerosi Maître, unitamente agli allievi dell’Istituto statale di Istruzione Superiore Giustino Fortunato di Napoli, con il loro Dirigente scolastico Angela Petrenga. Saranno presenti i rappresentanti delle associazioni che operano nel settore dell’ospitalità turistica ed alberghiera:  ADA, AIBES, Solidus, AIS, APCI, AVPN, MAVV Museo dell’Arte del Vino e della Vite, nonché rappresentanti del settore della comunicazione. Saranno inoltre presenti numerose personalità come il presidente nazionale AMIRA Valerio Beltrami che è in carica dal novembre 2016 ed è stato recentemente riconfermato per il prossimo quadriennio. L’AMIRA è un’associazione che può contare su un’organizzazione di sezioni su scala nazionale, ed alcune rappresentanze estere, che raggruppano alcune migliaia di soci, questo il suo motto: “La cortesia non costa niente e rende molto, fa sue la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, vere risorse turistiche“. In seno all’associazione è presente un centro di perfezionamento professionale per l’aggiornamento dei Maîtres sulle nuove tecniche di direzione e di gestione nel settore della gastronomia, dei vini e dell’alimentazione in genere, nonché per la ristorazione e l’ospitalità alberghiera. Questi i premiati : Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura; Lucia Fortini, Assessore alla scuola, politiche sociali e giovanili della Regione Campania; Matteo Lorito, Magnifico Rettore dell’Università di Napoli “Federico II”; Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie  del Metabolismo, Università “Federico II” di Napoli, Dipartimento Universitario di Medicina Clinica e Chirurgica; Claudio Mazzarese Fardella Mungivera, Colonnello Vice Comandante Legione dei Carabinieri Campania; Gianfranco Coppola, Capo Redattore Vicario RAI TGR CPTV Napoli, presidente dell’USSI, l’Unione Stampa Sportiva Italiana; Sal Da Vinci, cantante. Antonio Pace, Presidente dell’AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana); Paolo Gramaglia, patron chef del ristorante “President” di Pompei una stella Michelin. L’evento sarà allietato dalle interpretazioni canore del soprano  Martina Bortolotti, docente presso il Conservatorio di Bolzano, accompagnata dall’Arpa di Sonia Del Santo. Harry di Prisco

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Ai nastri di partenza la VI edizione “Il Mio San Marzano” di Solania

San Marzano, un paradiso di bontà ! Il pomodoro San Marzano è l’unico che non si frantuma nella lavorazione e si mantiene intero anche nel barattolo: un pelato di alta qualità e sapore Il pomodoro San Marzano viene coltivato soprattutto nella regione Campania, fra Napoli e Salerno, il nome proviene dalla città di San Marzano sul Sarno e presenta un sapore agrodolce che lo rende indicato per il consumo crudo oppure cotto sotto forma di salsa. Il frutto si presenta come una bacca di forma cilindrica allungata non uniforme, di colore rosso molto acceso; la polpa è compatta e non contiene molti semi, mentre la buccia è molto sottile e facilmente staccabile, queste caratteristiche lo rendono inconfondibile, sia allo stato fresco che trasformato. Per far meglio apprezzare il frutto “d’Oro” Lunedì 23 Ottobre alle ore 18.30, presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno, in località Fosso Imperatore di Nocera Inferiore (SA), prenderà il via la VI edizione del consueto appuntamento “Il Mio San Marzano“, promosso da Solania Srl, azienda leader nel settore della raccolta e della trasformazione del pomodoro San Marzano, in collaborazione con Perrella Network, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.  Il pomodoro San Marzano è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche, che vengono esaltate dalla trasformazione in “pelato”. Il clima mediterraneo e il suolo estremamente fertile e di ottima struttura, l’abilità e l’esperienza acquisita dagli agricoltori dell’area di produzione nel corso dei decenni ha fatto si che nel 1996 l’Unione Europea riconoscesse il San Marzano come D.O.P. la denominazione di origine protetta  è riservata al pomodoro che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dalle norme della Disciplinare di produzione e trasformazione della Denominazione di Origine Protetta “Pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino”. L’evento si preannuncia già da ora come uno dei principali eventi del settore. Tanti i pizzaioli e gli chef provenienti da tutto il Sud Italia che sono attesi per celebrare ed esaltare l’oro rosso dell’Agro Nocerino Sarnese: il pomodoro San Marzano. La manifestazione sarà ancora una volta la grande festa del pomodoro simbolo dell’Agro Sarnese Nocerino, con tanti ospiti. Su tutti svettano i due brand ambassador di Solania: Paolo Gramaglia, executive chef stella Michelin e patron del Ristorante President di Pompei; e Diego Vitagliano, il maestro pizzaiolo della pizzeria 10 Diego Vitagliano incoronata dalla classifica 50 Top Pizza 2023 come la migliore al mondo. Saranno presenti i docenti della scuola di cucina Dolce & Salato, gli chef Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio. Prevista la partecipazione anche dei maestri pizzaioli e degli istruttori sia di AVPN – l’Associazione Verace Pizza Napoletana,  presieduta da Antonio Pace, sia dell’associazione Pizza Doc, presieduta quest’ultima da Antonio Giaccoli. Ci saranno inoltre: lo chef Marco Iavazzo – con il titolare della macelleria e hamburgheria Macellaio 4.0 Alfonso Alfano -, e Antonio Peluso, lo chef “scellato” della Locanda del Baccalà e ideatore del Baccalà Village. Il maestro gelatiere Davide Botti preparerà un gelato al pomodoro San Marzano. La conduttrice del programma TV Linea Verde su Raiuno Monica Caradonna sarà l’ospite d’eccezione della serata condotta dalla nota presentatrice Veronica Maya, affiancata a sua volta dal giornalista Renato Rocco, direttore responsabile della Buona Tavola Magazine. L’evento vedrà la partecipazione di Luciano Pignataro, giornalista e critico enogastronomico de Il Mattino e del blog lucianopignataro.it, di Albert Sapere e di Barbara Guerra, curatori di 50 Top Pizza, la guida punto di riferimento del settore di cui Solania è partner.  Il Mio San Marzano è un progetto ambizioso, fortemente voluto dall’amministratore unico di Solania Srl Giuseppe Napoletano, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera, dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione, da quest’anno reso ancora più semplice grazie alla certificazione in Blockchain, realizzata da Authentico del CEO Pino Coletti che completa il percorso di trasparenza e sicurezza. Harry di Prisco

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Alle fonti del Sarno la Solania ha presentato il Mio San Marzano

Ritorna l’appuntamento annuale “Aspettando il Mio San Marzano” “E di zaffiro i fior paiono, ed hanno de l’adamante rigido i riflessi, e splendon freddi e chiamano a i silenzi del verde fondo“, questo un brano dell’ode carducciana “Alle Fonti del Clitumno” che ben si adatta anche  alle sorgenti del nostro fiume Sarno. Il fiume nell’antichità favorì lo sviluppo della civiltà umana per cui fu adorato come un dio. Le fonti più antiche, fra cui  Virgilio che nel VII libro dell’Eneide raffigura il fiume come un vecchio seminudo con la barba, disteso su un fianco nell’atto di reggere un vaso da cui sgorga acqua. Il Parco naturalistico Fluviale “5 Sensi” che racchiude le fonti del fiume campano, è stato scelto dalla Solania per presentare il progetto “Aspettando il Mio San Marzano”,  fortemente voluto dall’amministratore unico della Solania, Giuseppe Napoletano. Pizzaioli e ristoratori che aderiscono al progetto possono scegliere in tal modo il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il programma risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia della tracciabilità circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione. La serata è stata presentata da Veronica Maya, nota presentatrice e conduttrice televisiva e da Renato Rocco Direttore de La Buona Tavola Magazine con la partecipazione di Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del Luciano PignataroWineBlog e di Barbara Guerra co-organizzatrice della 50 Top Pizza e 50 Top Italy e Albert Sapere. Veronica Maya inoltre  ha realizzato il suo primo food luxury store dedicato al made in Italy enogastronomico, in cui spiccano anche le conserve di San Marzano Solania. La festa annuale dedicata tutta al pomodoro dell’Agro Sarnese Nocerino, celebra il pomodoro San Marzano nella fase di inizio della raccolta e della trasformazione, è stata organizzata da Solania, azienda leader nel settore della coltivazione e della trasformazione del pomodoro San Marzano, con la collaborazione di Perrella Network, leader nel settore, distributore esclusivo in Campania e Molise, con il patrocinio della città di Sarno. Un ritorno a casa, in un certo senso, a Sarno, nel Parco Fluviale 5 Sensi di via Foce, lì dove le acque limpide dell’omonimo fiume fanno dimenticare decenni di polemiche e di cattiva reputazione per la salubrità del corso d’acqua. La kermesse che celebra l’inizio della raccolta dei pomodori nei campi e della sua trasformazione è stata preceduta da visite guidate, prima in fabbrica e poi tra i filari, di ristoratori, chef e pizzaioli interessati al progetto “Il Mio San Marzano”. Protagonisti ai forni sono stati, fra gli altri: Sasà Martucci della pizzeria di Caserta I Masanielli – Sasà Martucci e Diego Vitagliano di 10 Diego Vitagliano a Bagnoli, entrambi reduci dalla classifica di 50 Top Pizza 2023 (Vitagliano primo classificato per la sua pizzeria in ex aequo, Sasà Martucci invece sesto classificato). «Questo è un momento felice per l’enogastronomia campana e si rileva un trend assolutamente positivo che non va sprecato adesso, perché non ci sono più scuse dopo gli anni bui delle emergenze rifiuti e del covid» è ciò che ha ricordato il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro.  Barbara Guerra con Pignataro e Albert Sapere anche quest’anno sono stati ospiti d’onore della manifestazione in quanto curatori dell’influente e importante guida di settore, punto di riferimento per l’intero mondo della pizza, 50 Top Pizza, di cui Solania è sponsor. Insieme a Vitagliano e Martucci c’erano anche Raffaele Bonetta e i pizzaioli dell’Accademia PizzaDoc con il loro presidente Antonio Giaccoli,  e quelli dell’AVPN, l’Associazione Verace Pizza Napoletana presieduta da Antonio Pace. E poi gli chef, con la guest star assoluta, Paolo Gramaglia, Stella Michelin del President di Pompei, e poi Giuseppe Daddio della scuola Dolce&Salato, Vincenzo Borrelli di Salotto Carnarius, Gerardo Figliolia dell’Osteria La Pignata di Bracigliano, Marco Iavazzo e lo chef “scellato” Antonio Peluso della Locanda del Baccalà  di Marcianise. «Il San Marzano è il re del pomodoro, elemento fondamentale della nostra cultura e tradizione, e celebrarlo qui, alle sorgenti di questo fiume tanto vituperato, è un fatto altamente iconico e simbolico»: sono state le parole pronunciate da Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno. Hanno portato il loro saluto:  Antonio Crescenzo, presidente dell’Ente Parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno; Enzo Tropiano, direttore della Coldiretti Provincia di Salerno e l’assessore alle attività produttive del Comune di Sarno, Francesco Squillante. La torta, preparata da Aniello Di Caprio era sormontata da un grappolo di pomodoro San Marzano fresco, è stata tagliata da Giuseppe Napoletano, il quale non ha mancato di ricordare l’importanza del Sarno per l’economia dell’intero comprensorio. «Bisogna rifiutare quell’etichetta di fiume più inquinato d’Europa che per anni è stata data a questo corso acqueo. Oggi non lo è più e la dimostrazione della sua salubrità viene proprio dallo specchio d’acqua limpido intorno al quale abbiamo dato vita a questa manifestazione – spiega Napoletano – un appuntamento fisso per gli amanti della buona cucina, per gli appassionati del San Marzano e per tutti i fedeli operatori del settore ristorativo che ci scelgono da anni come garanzia di qualità sul territorio». Napoletano non ha mancato di fare anche il punto sullo stato dell’agricoltura nei campi sarnesi: «Tra maggio e giugno le forti piogge primaverili hanno comportato una perdita della fioritura del 5-10 %, ma negli ultimi 20-25 giorni, grazie al caldo, abbiamo recuperato e ci aspettiamo pertanto un’annata abbastanza regolare». Giuseppe Napoletano così a concluso: «Quest’anno puntiamo l’attenzione su un elemento fondamentale per la coltivazione e per la produzione del San Marzano, rappresentato dall’acqua, e pertanto ringrazio l’amministrazione comunale di Sarno per averci permesso di organizzare l’evento lì dove nasce il fiume Sarno, dimostrandone la salubrità, cosa di cui non tutti sono a conoscenza». Harry di Prisco

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